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Sopraelevata, 7 mesi per i dissuasori e i cantuné vengono piazzati di nuovo dove rischiano la vita

Dopo 7 mesi di promesse non mantenute del vice sindaco Balleari e la relativa lapidazione mediatica dei genovesi sui social, la soluzione “anti camion”, nell’attesa che la Mobilità sia in grado di partorire le misure che va promettendo dal settembre scorso, è stata quella di ri posizionare gli agenti nel posto dove a ottobre i loro colleghi hanno scampato la morte per pochi metri

Sopraelevata, la lentezza dell’assessorato alla Mobilità, l’incapacità di portare a termine in tempi accettabili i provvedimenti di sicurezza che l’assessore e vice sindaco Stefano Balleari va vanamente promettendo dal settembre scorso (lo ha fatto in consiglio comunale a più riprese prendendo sempre tempo), portano da oggi gli agenti della polizia locale a rischiare di nuovo la vita sulla “cuspide”, l’accesso alla sopraelevata dall’uscita autostradale di Genova Ovest, dove solo per un miracolo il 25 ottobre scorso due di loro sono scampati alla morte perché la corsa di un camion che ha perso il carico ed è andato fuori strada è terminata per pura fortuna a 10 metri da dove erano.
Nella città dove il sindaco Marco Bucci ha fatto costruire una strada in un mese, l’assessore alla Mobilità da 7 mesi promette i portali limitatori di altezza per gli accessi della sopraelevata e la nuova segnaletica a raso. Ieri, in consiglio comunale, rispondendo all’ennesima interrogazione del M5S, Balleari ha detto che i limitatori concordati a settembre nella Sala Rossa saranno montati a partire dal 29 aprile (ma sono tanti e per finire l’opera ci vorrà parecchio), mentre le sagome per disegnare una segnaletica orizzontale più visibile saranno pronte solo il 13 maggio, a 8 mesi dall’impegno in consiglio comunale. Cioè, nella città in cui un’intera strada è stata fatta in 30 giorni, per produrre una sesta dentro la quale dipingere i segnali ce ne vorranno 240. Una ordinaria storia di burocrazia e lentezza amministrativa il cui prezzo ora sarà pagato dagli agenti che vengono messi in una zona pericolosa.
A rimetterci saranno proprio loro, gli uomini di polizia locale, piazzati da stamani di nuovo agli accessi di ponente della strada Aldo Moro. Anche nel punto esatto dove due colleghi hanno avuto salva la vita solo perché erano provvisoriamente meno di 10 metri più in là.
Sotto: il video del camion uscito di strada a ottobre che solo per un miracolo non ha investito le divise in pieno. Per pochi metri non sono finiti schiacciati dalla cabina e dal carico.

Cosa è successo? È una storia di ordinaria burocrazia, forse di scarso coordinamento tra assessori, forse di scarsa propensione degli uffici a far camminare velocemente le cose, forse di scarsa attenzione della politica, forse tutto assieme, chissà? Fatto sta che ieri, dopo tre tir fermati dalla polizia locale e un incidente in sopraelevata che ha coinvolto un camion, dopo l’ondata di critiche sui social e dopo l’ennesima interpellanza a Balleari in consiglio, stamattina da Tursi è arrivato al Comando l’ordine di ripristinare il presidio.

Perché ci vuole così tanto tempo? Per la forma della segnaletica orizzontale (praticamente un enorme stancil) non possiamo che allargare le braccia, sconsolati. 8 mesi per realizzarla sono concettualmente un insulto all’intelligenza. Per quanto riguarda i portali, si tratta di un rimpallo tra assessorati, con quello di Balleari che chiede l’esecuzione dell’opera a quello del collega che si occupa dei lavori pubblici, Paolo Fanghella, che dovrebbe dar mandato all’azienda controllata di eseguire. Ma Aster ha tanto da fare, evidentemente tutte opere più urgenti dei dissuasori, evidentemente niente che si potesse lasciare indietro. Le priorità le stabilisce la politica. Così la costruzione dei portali viene data in appalto e i tempi si allungano di parecchio per via del necessario bando. Davvero non si poteva fare diversamente? Davvero l’assessore Balleari, sempre così impegnato nei suoi doveri istituzionali di vice sindaco (come testimonia l’impressionante serie di foto, selfie e video della sua bacheca Facebook: conferenze, inaugurazioni, cerimonie: un lavoraccio che non gli deve quasi lasciare il tempo per vivere, poveretto) non ha trovato il modo e la maniera di far fare più in fretta i portali e, soprattutto, la segnaletica orizzontale per i camionisti disorientati come i loro navigatori dopo il crollo del Ponte Morandi? Davvero l’amministrazione racconterà ai cantuné che devono andare a rischiare la vita in una specie di gigantesca roulette russa con un grilletto che scatta a ogni camion che passa? Davvero gli dirà che li piazza come bersagli umani dei tir perché il popolo lo vuole “gridando” su Facebook e perché il vice sindaco ci sta mettendo 8-mesi-8 a far fare un semplice stancil? È proprio sicuro, Balleari, che quello di assessore, e non piuttosto quello di gran cerimoniere della giunta, sia proprio il suo mestiere?
Perché non risponde al capogruppo M5S Luca Pirondini che da tempo gli chiede di relazionare sullo stato della Sopraelevata? Perché non dice che l’elicoidale è esattamente fatto della stessa struttura della sopraelevata ma lì i camion ci passano eccome e nessuno s’è mai sognato di fermarli? Tante domande, ma la più importante è: non era cambiato il vento? Quello della burocrazia di Tursi è sempre lo stesso, almeno nell’assessorato alla Mobilità.

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